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MFDowJones: Dazi, conflitto va oltre commercio, non è causa frenata Cina

MILANO (MF-DJ) — Ottobre è stato il mese più negativo per i mercati azionari dai tempi della crisi finanziaria del 2008.

Tuttavia, negli Stati Uniti il contesto dell’economia reale resta solido, con una “straordinaria performance dei giganti tech, nonostante una fase del ciclo americano gia’ piu’ avanzata rispetto ad altri Paesi, e grazie alle nuove politiche fiscali del presidente Usa, Donald Trump, che hanno portato la crescita del Pil al 3% a/a”, ha affermato Luigi Nardella, Responsabile Gestione Portafoglio di Banca di Ceresio Sim. Al contrario, in Cina il rallentamento economico e’ iniziato prima della guerra dei dazi con gli Usa, che non si dimostra essere solo una lotta commerciale, bensi’ una “battaglia strategica” tra i due leader, Trump e Xi Jinping, ha sottolineato Federico Foglia, consigliere di Ceresio Sim, appena rientrato da uno dei suoi periodici viaggi in Cina dove viene a contatto con i principali gestori locali. Gli Usa vogliono tenere sotto controllo la Cina dal punto di vista economico, tecnologico e militare. “E’ l’atteggiamento bilaterale statunitense con toni da guerra fredda”, ha affermato il consigliere. Il conflitto commerciale non e’ la causa del rallentamento economico in Cina, inizialmente stimolato da una stretta creditizia, piuttosto altri fattori hanno influito a partire da maggio 2018. In particolare, Foglia premette che nel 2015, Xi e’ stato definito “maoista” dal punto di vista politico, ovvero ha agito come “dittatore comunista vecchio stile”, ma ha invece portato efficaci riforme in ambito economico. Ad oggi pero’, il panorama sta cambiando, perché nuove riforme allo studio del governo prevedono che la Cina “metta le mani nelle tasche dei privati”. In questo modo Pechino avra’ sempre piu’ potere decisionale diretto sugli investimenti di società private come Alibaba e Tencent. Questo ha spaventato gli investitori cinesi, che temono un nuovo Xi, non solo maoista dal punto di vista politico, ma anche da quello della politica economica. Il presidente cinese si dimostra essere un leader pragmatico che ha dato una direzione diversa alle nuove politiche. Tuttavia, c’e’ incertezza sul fatto che la Cina riesca a proseguire il suo iter di riforme che dovrebbe favorire le imprese, perche’ non ci sono prove in tal senso al di la’ di alcune dichiarazioni formali. La lotta commerciale vede in queste settimane una tregua temporanea e tutto dipenderà dall’incontro a Buenos Aires tra i due presidenti, Trump e Xi. Gli esiti futuri restano tuttavia “estremamente incerti”, conclude Foglia.

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