Posti numerati e check-in, cambiano le mense aziendali

Più che una semplice pausa pranzo con i colleghi, sembrerà una procedura che ricorda il check-in per prendere un aereo. Questa sarà molto probabilmente la realtà che molti italiani affronteranno nei prossimi mesi. Con le progressive riaperture, molti impiegati si ritroveranno infatti alle prese con l’esigenza di pranzare fuori casa, ma con modalità totalmente diverse rispetto all’organizzazione dei servizi pre-pandemia. Dalla scelta anticipata del menù quotidiano tramite intranet aziendale o app dedicata, alla prenotazione del posto a sedere in mensa, «che sarà numerato come accade per i sedili degli aerei in modo da poter tracciare a ritroso i contatti di ogni addetto nel caso fosse necessario», spiega Renato Spotti, amministratore delegato di Dussmann Service, società italiana del gruppo multinazionale tedesco leader mondiale nella fornitura di servizi integrati nel settore sanitario, aziendale, scolastico e militare. Una serie di modalità che in parte sono già state sperimentate nelle mense ospedaliere e delle attività che sono rimaste operative anche nella fase di lockdown, nel corso della quale i gruppi che si occupano di ristorazione collettiva hanno cominciato a testare orari di funzionamento della mensa più ampi, servizio dei vassoi direttamente al tavolo, utilizzo di menù semplificati e impiego di contenitori monouso riciclabili.

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