Elsner: “Sull’e-commerce non si torna indietro”

La storia di Bonprix si potrebbe riassumere così: tutto è partito da un catalogo di 32 pagine e da un’azienda fondata nel 1986 ad Amburgo. Oggi si vende via e-commerce in 30 paesi (tra cui l’Italia, in cui l’azienda è arrivata nel 1992) ma ancora il catalogo “resta il nostro valore aggiunto” ci spiega Stephan Elsner, Direttore Generale gruppo Bonprix Italia, che dalla sede di Valdengo, in provincia di Biella, segue anche altri mercati esteri, a cui si è aggiunta recentemente la Spagna, l’ultimo aperto in ordine di tempo. 

Il dna dell’azienda è la vendita per corrispondenza, attraverso i cataloghi, ma l’e-commerce è stata una scoperta precoce: “Lo abbiamo sempre spinto di più rispetto ad altri concorrenti che hanno basato il proprio business sul catalogo: loro hanno preferito puntare molto sul retail fisico, mentre Bonprix ha compreso abbastanza in tempo l’enorme potenziale dell’online”.

Il coronavirus ha accelerato le vendite. “Abbiamo subito come tanti altri lo shock iniziale. Nelle prime due settimane di lockdown le vendite si sono dimezzate. Ma già nella terza settimana abbiamo cominciato a recuperare, e poi da inizio a aprile c’è stato un boom di ordini che ha messo proprio in difficoltà il magazzino.

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